Giuseppe Pellizza da Volpedo

(Volpedo 1868 - 1907)

Giuseppe Pellizza da Volpedo s’iscrive nel 1883 a Brera, dove studia con Giuseppe Bertini e, fra il 1885 e il 1886, frequenta lo studio di Pio Sanquirico. Dopo un breve soggiorno a Roma, nel 1888 si trasferisce a Firenze, dove è allievo di Giovanni Fattori all’Accademia, con Guglielmo Micheli e Plinio Nomellini. Si perfeziona in seguito all’Accademia Carrara di Bergamo con Cesare Tallone. Gli studi lo orientano verso una pittura di maggior impegno realistico, dai solidi impianti e dalle ampie stesure cromatiche. Si dedica al ritratto e al paesaggio, riletto in chiave romantica e simbolica. Influente è il viaggio nel 1889 a Parigi, dove rimane colpito dalla pittura dei campi di Bastien-Lepage. Partecipa alla prima uscita pubblica dei divisionisti alla Prima Triennale di Brera nel 1891. Nel 1892 rinsalda il rapporto con Nomellini, che lo incoraggia a sperimentare la nuova tecnica divisionista, adoperata da Pellizza per rappresentare scene della vita quotidiana a Volpedo. I testi socialisti lo conducono verso temi umanitari, interpretati con l’uso della pennellata divisa come veicolo di emancipazione popolare. Se Il Quarto Stato del 1901 rimane una testimonianza fondamentale di questo impegno, Il sole del 1904 incarna la sua volontà simbolista. Negli ultimi anni si percepisce una meditazione su Antonio Fontanesi, specie in alcuni paesaggi dipinti a Roma nel 1906, dove rinnova la sua amicizia con Giovanni Cena.

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Nella collezione

Autoritratto

1885-1886 - Olio su cartoncino

Giuseppe Pellizza da Volpedo

Fiore reciso
o Il morticino

1903 - Carboncino, pastello e biacca su carta applicata su tela

Giuseppe Pellizza da Volpedo

L’albero

1892 circa - Olio su tela applicata su tavola

Giuseppe Pellizza da Volpedo

Paesaggio. Nubi di sera sul Curone

1905-1906 - Carboncino su carta marroncina applicata su tela

Giuseppe Pellizza da Volpedo

Sera

1889 circa - Olio su tavola

Giuseppe Pellizza da Volpedo