Plinio Nomellini

(Livorno 1866 - Firenze 1943)

Dal 1885 al 1889, Plinio Nomellini assimila il realismo macchiaiolo da Giovanni Fattori all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Dalla successiva adesione ai modi impressionisti, attraverso Alfredo Müller a Parigi e dopo una sua visita sempre a Parigi nel 1889, nasce una polemica con Fattori, che lo spinge nel 1890 a lasciare Firenze per Genova. Qui affina la sua tecnica divisionista, anche grazie al continuo scambio con Giuseppe Pellizza, conosciuto a Firenze nel 1888. Partecipa alla prima uscita pubblica dei divisionisti alla Prima Triennale di Brera nel 1891. Affronta spesso aspetti della condizione operaia, tanto che nel 1894 viene imprigionato a Genova per le sue simpatie anarchiche. In seguito tocca tematiche oniriche e fantastiche e lavora come illustratore. Rientrato in Toscana nel 1902, si stabilisce a Torre del Lago, dove s’inserisce nell’ambiente artistico legato a Giacomo Puccini e nutre una propensione al Simbolismo; l’anno seguente incontra Giovanni Pascoli. L’intensa attività espositiva, a partire dal 1886, consolida la sua fama artistica: con Galileo Chini, Edoardo De Albertis e Gaetano Previati, partecipa all’allestimento della sala internazionale dedicata all’Arte del Sogno alla Biennale di Venezia nel 1907.

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