La meraviglia della natura morta
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Ambrogio Alciati
Ambrogio Alciati
Ambrogio Alciati
(Vercelli 1878 – Milano 1929)
Dopo un’infanzia povera e difficile, giunse a Brera nel 1897 con una borsa di studio, allievo di Vespasiano Bignami, Giuseppe Mentessi e Cesare Tallone. Quest’ultimo lo aiutò a perfezionarsi nel ritratto, fornendogli i contatti con numerosi committenti. Si mise in evidenza vincendo nel 1901 il Premio Baruffi, nel 1906 il Premio Gavazzi. Nel 1914 ottenne il Premio Principe Umberto; negli anni Dieci si dedicò anche alla decorazione di ville e chiese in Piemonte e Lombardia. Ancora nel corso degli anni Venti sarà assai ricercato dalla borghesia lombarda come ritrattista di alta rappresentanza. Il riconoscimento ufficiale della sua figura giungerà quando nel 1920 verrà nominato professore di pittura all’Accademia di Brera, ad un anno dalla scomparsa di Tallone, ereditando la cattedra che era stata del maestro.
Dopo un’infanzia povera e difficile, giunse a Brera nel 1897 con una borsa di studio, allievo di Vespasiano Bignami, Giuseppe Mentessi e Cesare Tallone. Quest’ultimo lo aiutò a perfezionarsi nel ritratto, fornendogli i contatti con numerosi committenti. Si mise in evidenza vincendo nel 1901 il Premio Baruffi, nel 1906 il Premio Gavazzi. Nel 1914 ottenne il Premio Principe Umberto; negli anni Dieci si dedicò anche alla decorazione di ville e chiese in Piemonte e Lombardia. Ancora nel corso degli anni Venti sarà assai ricercato dalla borghesia lombarda come ritrattista di alta rappresentanza. Il riconoscimento ufficiale della sua figura giungerà quando nel 1920 verrà nominato professore di pittura all’Accademia di Brera, ad un anno dalla scomparsa di Tallone, ereditando la cattedra che era stata del maestro.