La meraviglia della natura morta
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Francesco Filippini
Francesco Filippini
Francesco Filippini
(Brescia, 1853 – Milano, 1895)
Di famiglia molto povera, dopo l’esercizio di vari mestieri si avviò agli studi frequentando la Civica Scuola di Disegno di Brescia e lo studio di Luigi Campini. Dal 1876 si iscrisse all’Accademia di Brera grazie ad un sussidio del Comune di Brescia che, anche tramite la pensione Brozzoni vinta dall’artista con composizioni di storia nel 1876 e nel 1880, continuerà a sostenere il giovane nel corso degli studi; a Brera fu allievo di Bertini e Casnedi. Attratto dalla ricerca formale su luce e colore di Tranquillo Cremona, il cui influsso è ravvisabile nella prima ritrattistica, e apprezzando le qualità della pittura di Fontanesi, partecipò assiduamente alle attività della “Famiglia Artistica”. Nel 1879 è documentato un viaggio a Parigi.
La sua ricerca si concentrò sulla pittura di paesaggio, sviluppandosi in sintonia con il percorso di Filippo Carcano e di Eugenio Gignous, per la resa atmosferica e luministica; proprio per una composizione di paese venne premiato nel 1887 con il premio Fumagalli. Nel 1888 venne nominato socio onorario dell’Accademia di Brera. Nel 1889 ottenne il Premio Canonica, l’anno successivo il premio Mylius per la pittura di genere. Espose con continuità a Brera dal 1879, e, dal 1886, alla Permanente; oltre che a Roma, nel 1883, e a Torino, nel 1884, affacciandosi nei primi anni novanta sul circuito espositivo internazionale.
Di famiglia molto povera, dopo l’esercizio di vari mestieri si avviò agli studi frequentando la Civica Scuola di Disegno di Brescia e lo studio di Luigi Campini. Dal 1876 si iscrisse all’Accademia di Brera grazie ad un sussidio del Comune di Brescia che, anche tramite la pensione Brozzoni vinta dall’artista con composizioni di storia nel 1876 e nel 1880, continuerà a sostenere il giovane nel corso degli studi; a Brera fu allievo di Bertini e Casnedi. Attratto dalla ricerca formale su luce e colore di Tranquillo Cremona, il cui influsso è ravvisabile nella prima ritrattistica, e apprezzando le qualità della pittura di Fontanesi, partecipò assiduamente alle attività della “Famiglia Artistica”. Nel 1879 è documentato un viaggio a Parigi.
La sua ricerca si concentrò sulla pittura di paesaggio, sviluppandosi in sintonia con il percorso di Filippo Carcano e di Eugenio Gignous, per la resa atmosferica e luministica; proprio per una composizione di paese venne premiato nel 1887 con il premio Fumagalli. Nel 1888 venne nominato socio onorario dell’Accademia di Brera. Nel 1889 ottenne il Premio Canonica, l’anno successivo il premio Mylius per la pittura di genere. Espose con continuità a Brera dal 1879, e, dal 1886, alla Permanente; oltre che a Roma, nel 1883, e a Torino, nel 1884, affacciandosi nei primi anni novanta sul circuito espositivo internazionale.