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La meraviglia della natura morta
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Home Francesco Hayez

Francesco Hayez

(Venezia, 1791 – Milano, 1882)

Dopo l’avvio degli studi a Venezia, sotto gli auspici di Leopoldo Cicognara vinse il pensionato artistico a Roma giungendovi nel 1809; la vicenda romana, sino al 1813, è posta sotto l’astro protettivo di Antonio Canova, alla guida dell’Accademia di San Luca, di cui Hayez frequentò lo studio. Seguì i corsi dell’Accademia di Palazzo Venezia o del Regno Italico, partecipando di quel rinnovamento didattico, patrocinato da Canova e Tambroni, che, a partire dallo studio dei classici e di Raffaello, si proponeva di stimolare nei giovani le facoltà di libera invenzione e composizione. La protezione di Canova incise sul percorso formativo e sulle tappe della carriera accademica, schiudendo la possibilità di prestigiose commissioni. A Roma il giovane meditava su Raffaello e Poussin, ma si volgeva anche alla ricerca di fonti alternative, suggerite dalle contemporanee esperienze di Tommaso Minardi, Ingres, e dei pittori Nazareni, che fervevano nell’ambiente cosmopolita romano. Sarà allora la riscoperta della pittura veneta, di Tiziano, Tintoretto, sino ai ‘primitivi’, a favorire l’espressione di una nuova concezione del colore e dell’azione incarnata da personaggi animati da accese passioni sentimentali, congegnando meccanismi drammaturgici corali: negli anni Venti e Trenta, stabilitosi ormai a Milano, diverrà il caposcuola della pittura di storia e civile romantica, dalla vocazione nazionale, dando esito ad una serie di dipinti-manifesto, di diversa ambientazione e realizzati attraverso una profonda cultura storica, in cui si palesavano le nascenti idealità risorgimentali. Fu ritrattista di elevatissima qualità formale. Negli anni Quaranta diede vita a figurazioni allegoriche portatrici di un intenso messaggio patriottico e ideale. Nel 1850 venne nominato professore di pittura all’Accademia di Brera.
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