La meraviglia della natura morta
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Francesco Inganni
Francesco Inganni
Francesco Inganni
(Brescia, 1786 – Como, 1873)
Fratello del più celebre Angelo, si guadagnò l’appellativo de “l’Inganni bestial” per la sua specializzazione nella pittura di animali, dipingendo più spesso “selvaggiume”. All’inizio degli anni ’40, dopo la morte della prima moglie, si trasferì a Milano, ove espose alle annuali di Brera le sue composizioni di chiara ispirazione fiamminga, che si distinguevano per “facilità e succo di tinte”, a volte recuperando il soggetto tradizionale dell’uscita degli animali dall’Arca. Partecipò assiduamente alle Promotrici torinesi dall’inizio degli anni Quaranta e sino al 1864, fu presente con continuità anche alle mostre della Società promotrice di Genova. La sua attività per certi aspetti tende a sovrapporsi e confondersi con quella di Angelo, dedito anch’egli, insieme alla seconda moglie Amanzia, ad una produzione minore, destinata all’arredo di ambienti domestici.
Fratello del più celebre Angelo, si guadagnò l’appellativo de “l’Inganni bestial” per la sua specializzazione nella pittura di animali, dipingendo più spesso “selvaggiume”. All’inizio degli anni ’40, dopo la morte della prima moglie, si trasferì a Milano, ove espose alle annuali di Brera le sue composizioni di chiara ispirazione fiamminga, che si distinguevano per “facilità e succo di tinte”, a volte recuperando il soggetto tradizionale dell’uscita degli animali dall’Arca. Partecipò assiduamente alle Promotrici torinesi dall’inizio degli anni Quaranta e sino al 1864, fu presente con continuità anche alle mostre della Società promotrice di Genova. La sua attività per certi aspetti tende a sovrapporsi e confondersi con quella di Angelo, dedito anch’egli, insieme alla seconda moglie Amanzia, ad una produzione minore, destinata all’arredo di ambienti domestici.