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Gaetano Previati

(Milano, 1852 – 1920)

Dopo una breve frequentazione a Ferrara dell’Istituto Tecnico, alla fine degli anni Sessanta seguì i corsi di disegno di figura e di pittura dal nudo presso il Civico Ateneo di Ferrara; tale insegnamento, secondo un approccio romantico-purista, lo esortò al recupero dei maestri cinque e seicenteschi, da lui attuato anche attraverso la copia delle opere di arte antica conservate presso la Pinacoteca civica. Nel 1876 trascorse un anno a Firenze allo studio di Amos Cassioli, da dove poi si trasferì a Milano, attirato dall’insegnamento di Giuseppe Bertini a Brera. Venne coinvolto dall’ambiente tardo-scapigliato, anche se le sue sperimentazioni non si esaurirono nell’ambito del cremonismo. Cercò infatti soluzioni alla concezione romantica del quadro di pittura storica, mettendo al centro dell’interesse l’umanità vinta e fortemente provata dalla storia, avviando un processo di verifica delle possibilità linguistiche ed espressive dell’arte di Cremona e del Piccio, ma rielaborando al tempo stesso la lezione che in ambito lombardo aveva importato la pittura di Domenico Morelli, e cercando un confronto con le proposte internazionali. Nel 1879 vinse il Premio Canonica. Partecipe, insieme a numerosi suoi compagni e sodali della trasformazione profonda del linguaggio artistico avviatasi sin dagli anni Ottanta, che da premesse realiste virava verso un simbolismo intriso di riferimenti alla cultura letteraria e decadente europea, Previati approfondirà tali tematiche attraverso lo studio della grafica internazionale, impegnato egli stesso nella illustrazione di opere editoriali. Nel 1891 a Milano presentò alla prima Triennale Maternità, l’opera che inaugurò il dibattito italiano sul simbolismo e sulle pertinenze di una tecnica pittorica non più finalizzata alla resa mimetica del reale, ma, nella lettura che ne diede Vittore Grubicy, sinonimo di un’arte ideista e suggestiva. Tale tecnica pittorica adottava la divisione dei colori per esaltare la luminosità della visione, e, nella particolare accezione proposta da Previati, intendeva regolarne l’interna musicalità, secondo la variazione controllata dell’intensità tonale e l’andamento della pennellata, trasponendone la chiave da una simulazione reale alla introduzione di una luminosità spirituale. Della tecnica divisionista fu teorico con importanti opere di divulgazione nel primo decennio del Novecento.
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