La meraviglia della natura morta
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Giochimo Galbusera
Giochimo Galbusera
Giochimo Galbusera
(Milano, 1870 – Lugano, 1944)
Tra il 1889 e il 1891 fu a Brera alla scuola di Giuseppe Mentessi. Esordì alla mostra annuale del 1887 con una natura morta di fiori, soggetto che rappresentò il tema costante della sua produzione. Alla I Triennale di Brera nel 1891 inviò due composizioni floreali, ora disperse; dal 1894 si dedicò anche al paesaggio. Nell’ultimo decennio dell’Ottocento fece proprio un linguaggio di ascendenza divisionista, con riferimenti alla pittura di Segantini, per dedicarsi poi ad un paesaggismo di più ampio taglio prospettico. Dopo le nozze nel 1898 con Elisa Pereda, figlia dello scultore Pereda, si trasferì a Lugano; in Canton Ticino espose sin dalla fine del secolo XIX, andando incontro ad una buona fortuna di mercato; a Lugano aprì una scuola privata di pittura. Sue composizioni di frutta furono oggetto di riproduzioni cromolitografiche che, esposte entro ricercate cornici intagliate, costituirono un diffuso elemento d’arredo nelle dimore borghesi.
Tra il 1889 e il 1891 fu a Brera alla scuola di Giuseppe Mentessi. Esordì alla mostra annuale del 1887 con una natura morta di fiori, soggetto che rappresentò il tema costante della sua produzione. Alla I Triennale di Brera nel 1891 inviò due composizioni floreali, ora disperse; dal 1894 si dedicò anche al paesaggio. Nell’ultimo decennio dell’Ottocento fece proprio un linguaggio di ascendenza divisionista, con riferimenti alla pittura di Segantini, per dedicarsi poi ad un paesaggismo di più ampio taglio prospettico. Dopo le nozze nel 1898 con Elisa Pereda, figlia dello scultore Pereda, si trasferì a Lugano; in Canton Ticino espose sin dalla fine del secolo XIX, andando incontro ad una buona fortuna di mercato; a Lugano aprì una scuola privata di pittura. Sue composizioni di frutta furono oggetto di riproduzioni cromolitografiche che, esposte entro ricercate cornici intagliate, costituirono un diffuso elemento d’arredo nelle dimore borghesi.