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La meraviglia della natura morta
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Home Giovanni Segantini

Giovanni Segantini

(Arco, 1858 – Schafberg, 1899)

Dopo una infanzia dolorosa, segnata dalla morte della madre e dalla reclusione in riformatorio, si iscrisse alle scuole serali dell’Accademia di Brera, e tra il 1877 e il 1878 ne seguì i corsi regolari. Nel 1879 espose a Milano un interno di chiesa che attirò l’attenzione dei conoscitori, e tra questi di Vittore Grubicy, che lo accolse tra gli artisti da lui seguiti. Nel 1880 si stabilì in Brianza in compagnia di Bice Bugatti, sorella dello scultore ebanista Carlo; nel 1883 sottoscrisse un atto di procura che riconosceva a Grubicy l’autorità di disporre a suo piacimento delle sue opere e di rappresentarlo ufficialmente. L’evento coinvolse anche Longoni, che per due anni lavorò in comunione con Segantini. Da soggetti di eredità tardo-scapigliata, Segantini si volse a tematiche di soggetto rurale, aggiornando il proprio repertorio su Millet e gli artisti olandesi della Scuola dell’Aja. Approfondirà tali tematiche puntando all’esecuzione di una pittura realista da Salon, di livello internazionale. La promozione della sua opera attuata da Grubicy lo portò al successo europeo; dal 1886 si trasferì con la famiglia in Svizzera, da dove elaborò una visione della natura immedesimata con l’orizzonte e la vita della montagna, distaccandosi di fatto dall’influenza esclusiva esercitata negli anni della gioventù da Grubicy. Alla prima Triennale braidense del 1891, con un soggetto ispirato dalla vita contadina, svolgeva un tema centrale nella sua pittura, quello della maternità e della comunione tra uomo e natura, espressi attraverso la tecnica della divisione cromatica, anticipando lo sviluppo del realismo di visione in chiave simbolica. Non più legato da contratto con Vittore, ma dal 1889 da un accordo commerciale con Alberto Grubicy, Segantini partecipò alle più importanti mostre nazionali e internazionali, divenendo presto una leggenda, la cui scomparsa prematura per una appendicite fulminante mentre si trovava a dipingere in alta quota rafforzò ancor più.
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