La meraviglia della natura morta
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Giuseppe Barbaglia
Giuseppe Barbaglia
Giuseppe Barbaglia
(Milano, 1841 – Vedano al Lambro, 1910)
Allievo a Brera negli anni ’60 di Giuseppe Bertini, fu compagno di Mosè Bianchi, Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni cui lo legarono profondi motivi di condivisione artistica. Esordì nel 1869 a Brera con un’opera di genere; nel 1872 vinse il premio di Istituzione Canonica. Alla pittura di genere e di figura affiancherà la frequentazione del filone neosettecentesco e della natura morta. Apprezzato ritrattista, coniugò il riferimento ai modelli della tradizione cinquecentesca veneta alla più libera sperimentazione di marca scapigliata, sebbene il suo linguaggio pittorico risultasse meno innovativo e d’avanguardia rispetto a quello dei caposcuola della Scapigliatura milanese.
Allievo a Brera negli anni ’60 di Giuseppe Bertini, fu compagno di Mosè Bianchi, Tranquillo Cremona e Daniele Ranzoni cui lo legarono profondi motivi di condivisione artistica. Esordì nel 1869 a Brera con un’opera di genere; nel 1872 vinse il premio di Istituzione Canonica. Alla pittura di genere e di figura affiancherà la frequentazione del filone neosettecentesco e della natura morta. Apprezzato ritrattista, coniugò il riferimento ai modelli della tradizione cinquecentesca veneta alla più libera sperimentazione di marca scapigliata, sebbene il suo linguaggio pittorico risultasse meno innovativo e d’avanguardia rispetto a quello dei caposcuola della Scapigliatura milanese.