La meraviglia della natura morta
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Luigi Rossi
Luigi Rossi
Luigi Rossi
(Lugano, CH 1853 – Biolda, CH 1923)
Dopo l’esordio a Brera, avvenuto nel 1870 con una scena di genere, con Questua infruttuosa, espose regolarmente alle annuali, proponendo inizialmente scene e situazioni di genere caratterizzate da verve e ironia narrativa. Alla metà degli anni ’70, quando ancora stava ultimando i corsi scolastici a Brera, mostrava già di disporre di un ampio ventaglio espressivo, che spaziava dalla pittura di ambientazione medioevale recuperando atmosfere care alla scapigliatura, a prove di pittura en plein air, fino ai ritratti. Nel 1878 si aggiudicava i favori del pubblico e della critica, ma il Premio Principe Umberto non gli veniva assegnato perché svizzero. A Parigi nel 1885, ottenne un contratto per illustrare Tartarin sur les Alpes di Alphonse Daudet; di Pierre Loti illustrerà Madame Chrysantème. A Parigi rimarrà tre anni, per una lunga serie di imprese editoriali che lo vedranno stringere rapporti con il mondo intellettuale e artistico francese. Negli anni ’90 maturò un’espressione pittorica dalla vocazione simbolista; significativo l’incontro con il poeta Gian Pietro Lucini che proporrà di alcuni suoi dipinti trasposizioni poetiche. A inizio Novecento conobbe una parentesi di gusto liberty, continuando a dedicarsi a temi familiari e al paesaggio. Si occupò della riorganizzazione delle scuole di disegno in Canton Ticino.
Dopo l’esordio a Brera, avvenuto nel 1870 con una scena di genere, con Questua infruttuosa, espose regolarmente alle annuali, proponendo inizialmente scene e situazioni di genere caratterizzate da verve e ironia narrativa. Alla metà degli anni ’70, quando ancora stava ultimando i corsi scolastici a Brera, mostrava già di disporre di un ampio ventaglio espressivo, che spaziava dalla pittura di ambientazione medioevale recuperando atmosfere care alla scapigliatura, a prove di pittura en plein air, fino ai ritratti. Nel 1878 si aggiudicava i favori del pubblico e della critica, ma il Premio Principe Umberto non gli veniva assegnato perché svizzero. A Parigi nel 1885, ottenne un contratto per illustrare Tartarin sur les Alpes di Alphonse Daudet; di Pierre Loti illustrerà Madame Chrysantème. A Parigi rimarrà tre anni, per una lunga serie di imprese editoriali che lo vedranno stringere rapporti con il mondo intellettuale e artistico francese. Negli anni ’90 maturò un’espressione pittorica dalla vocazione simbolista; significativo l’incontro con il poeta Gian Pietro Lucini che proporrà di alcuni suoi dipinti trasposizioni poetiche. A inizio Novecento conobbe una parentesi di gusto liberty, continuando a dedicarsi a temi familiari e al paesaggio. Si occupò della riorganizzazione delle scuole di disegno in Canton Ticino.