La meraviglia della natura morta
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Pietro Bouvier
Pietro Bouvier
Pietro Bouvier
(Milano, 1839 – 1927)
Dopo un periodo trascorso nella bottega di intagliatore-doratore del padre, seguì i corsi di Francesco Hayez e Raffaele Casnedi a Brera. Dal 1863, anno in cui esordì alla mostra annuale, la sua partecipazione alle mostre milanesi fu costante. Aderì alla narrazione di episodi risorgimentali, coniugati secondo l’impaginazione della pittura di genere, alla Induno, ma poi la sua produzione si condensò in composizioni in costume, debitrici del filone neosettecentesco, ma anche in scene di genere contemporaneo, raffinando una tecnica pittorica del tutto personale, curando la resa lenticolare dei particolari descrittivi e ricercandovi il risalto luminoso e cromatico; conduceva inoltre uno studio approfondito dei materiali costitutivi della pittura, delle ‘ricette pittoriche’, come ebbe a rilevare Vittore Grubicy, che di Bouvier fu grande estimatore e collezionista. Altro versante frequentato fu la ritrattistica, di alta qualità formale, che derivava dal modello di Bertini, in cui con evidente verità erano restituiti i particolari d’ambiente. Nel 1873 fu tra i fondatori della “Famiglia Artistica”, e nel 1875 divenne socio onorario dell’Accademia. Negli anni inoltrati del Novecento si dedicò alla pittura di paesaggio, con modi pittorici più sciolti.
Dopo un periodo trascorso nella bottega di intagliatore-doratore del padre, seguì i corsi di Francesco Hayez e Raffaele Casnedi a Brera. Dal 1863, anno in cui esordì alla mostra annuale, la sua partecipazione alle mostre milanesi fu costante. Aderì alla narrazione di episodi risorgimentali, coniugati secondo l’impaginazione della pittura di genere, alla Induno, ma poi la sua produzione si condensò in composizioni in costume, debitrici del filone neosettecentesco, ma anche in scene di genere contemporaneo, raffinando una tecnica pittorica del tutto personale, curando la resa lenticolare dei particolari descrittivi e ricercandovi il risalto luminoso e cromatico; conduceva inoltre uno studio approfondito dei materiali costitutivi della pittura, delle ‘ricette pittoriche’, come ebbe a rilevare Vittore Grubicy, che di Bouvier fu grande estimatore e collezionista. Altro versante frequentato fu la ritrattistica, di alta qualità formale, che derivava dal modello di Bertini, in cui con evidente verità erano restituiti i particolari d’ambiente. Nel 1873 fu tra i fondatori della “Famiglia Artistica”, e nel 1875 divenne socio onorario dell’Accademia. Negli anni inoltrati del Novecento si dedicò alla pittura di paesaggio, con modi pittorici più sciolti.