La meraviglia della natura morta
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Tommaso Castellini
Tommaso Castellini
Tommaso Castellini
(Brescia, 1803 – Gussago, 1869)
Fu allievo a Brera dell’Albertolli e del Moglia. Si specializzò nel genere della pittura floreale, nella tecnica all’olio e all’acquerello, acquisendo notorietà e successo. Apprezzato per composizioni di fiori e frutta e per nature morte di tradizione fiamminga, venne menzionato da Cesare Cantù nel 1858, come valente pittore di fiori nella sua Grande Illustrazione del Lombardo Veneto. Fu insegnante di disegno alla scuola comunale di Brescia, ove decorò il Palazzo della Loggia. Partecipò nella sezione di arti decorative e applicate alle iniziative di promozione agricolo-industriale a Brescia negli anni trenta e quaranta: nella mostra del 1842 presentò un processo per mettere a lucido i muri degli appartamenti e dipingervi a tempera finte tappezzerie, e, in qualità di rappresentante dell’Ateneo, fu nel Comitato promotore della Esposizione agricolo industriale cittadina del 1864.
Fu allievo a Brera dell’Albertolli e del Moglia. Si specializzò nel genere della pittura floreale, nella tecnica all’olio e all’acquerello, acquisendo notorietà e successo. Apprezzato per composizioni di fiori e frutta e per nature morte di tradizione fiamminga, venne menzionato da Cesare Cantù nel 1858, come valente pittore di fiori nella sua Grande Illustrazione del Lombardo Veneto. Fu insegnante di disegno alla scuola comunale di Brescia, ove decorò il Palazzo della Loggia. Partecipò nella sezione di arti decorative e applicate alle iniziative di promozione agricolo-industriale a Brescia negli anni trenta e quaranta: nella mostra del 1842 presentò un processo per mettere a lucido i muri degli appartamenti e dipingervi a tempera finte tappezzerie, e, in qualità di rappresentante dell’Ateneo, fu nel Comitato promotore della Esposizione agricolo industriale cittadina del 1864.